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“The Sun” intervista Banksy

“The Sun” pubblica una lunga intervista a Banksy.
L’occasione per avvicinare il misterioso artista, esponente di punta della street-art la cui identità è tuttora segreta,  è l’uscita in dvd del suo film “Exit Through The Gift Shop”.

L’intervista

“Ho iniziato a fare graffiti quando avevo circa 14 anni, e mi hanno sempre chiesto cosa me lo facesse fare”

Banksy parla dei suoi inizi: “Hai 14, 15 anni. C’è un mondo immenso la fuori, e tu vuoi lasciare il segno ma nessuno ascolta una parola di quello che dici. M,It’s a big world out there, you wanna make your mark, and no one listens to a word you say. Una notte prendi una bomboletta e tutto ad un tratto la gente si accorge di te.”

“Ho iniziato a dipingere graffiti nello stile newyorkese, quello di lettere e caratteri grossi, ma non ero molto bravo, mi ci voleva troppo tempo, ho dovuto trovare un modo per rendere il processo più veloce…”

E’ così che è nata l’idea degli stencil che fin dai primi lavori hanno portato enorme visibilità a Banksy.

“Gli stencil sono molto pratici. Riesci a creare qualcosa in breve tempo, ed è più difficile fare errori”

“Poi mi è venuta l’idea di fare graffiti sopra pitture ad olio invece che sui muri ed ero assolutamente convinto fosse un’idea geniale che nessuno aveva avuto prima”

Nel 2003 si è intrufolato alla Tate di Londra e ha aggiunto una delle sue opere.

“Ho pensato a come fare per non farmi rubare l’idea arrivando alla conclusione che l’unico modo era arrivare ad esporre un’opera con il mio nome alla Tate… ma ovviamente non potevo aspettare che fossero loro ad accorgersi di me!”

“I graffiti sono sempre stata una forma d’arte temporanea. Lasci il tuo segno ma dopo poco te lo sporcano! Molti di essi sono fatti per essere apprezzati da un veicolo in movimento, non necessariamente nei libri di storia”

“Ma forse tutta l’arte riguarda il desiderio di essere notati per un momento”

“Voglio dire, si dice che si muore due volte. La prima quando smetti di respirare, la seconda – un pò dopo – quando qualcuno pronuncia il tuo nome per l’ultima volta.”

Il punto di vista di Damien Hirst

La prima volta che ho visto Banksy ho pensato che avrebbe finito le idee nel giro di 10 minuti.
Ma ogni volta che Banksy usciva con qualcosa di nuovo si trattava sempre di qualcosa di originale, innovativo.
Il che per un artista è piuttosto raro, Banksy usa la strada come una sorta di regalo per tutti quanti.

Leggi qui l’articolo completo (in inglese)

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