Cattelan Vs. Marinetti l’intervista impossibile!
Questo mese Rolling Stone ha pubblicato un’intervista veramente particolare,non è un cantante famoso e non è vivo…é Filippo Tommaso Marinetti, poeta, scrittore e drammaturgo italiano conosciuto come fondatore del Movimento Futurista, ad occuparsi di questa surreale conversazione è Maurizio Cattelan artista italiano di fama mondiale.
Maurizio Cattelan: Confesso di essere un po’ nervoso all’idea di intervistarla.
Filippo Tommaso Marinetti: Perché?
Credo sia perché ho sempre provato soggezione per la soverchiante fiducia che ripone in se stesso. Insomma, io sono l’opposto. Mi sono sempre sentito inadeguato. Vigliacco! Vergognatevene!Vergognatevene!
Vede, è esattamente quel che intendo dire. Sembra sempre un generale in guerra. Guerra? Molto bene, sì. È la nostra sola speranza, la nostra ragione di vita, il nostro unico desiderio, sola igiene del mondo-il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore dei libertari, le belle idee per cui si muore e il disprezzo della donna. Questo vi indigna?
No, mi spaventa solo un po’. E so di essere in buona compagnia. La gente impazziva di rabbia ascoltandola. Ecco infine la parola che aspettavo. Pazzia. Prendete con cura questa parola d’oro massiccio e tornatevene presto in processione per celarla nella più gelosa delle vostre cantine! Con quella parola fra le dita e sulle labbra, potrete vivere ancora venti secoli… Per conto mio, vi annuncio che il mondo è fradicio di saggezza.
La saggezza? Sta scherzando? Non scherzo mai. Sto bene attento a evitare l’ironia.
Dunque la “saggezza” del suo pubblico la infastidiva? Certamente! Noi futuristi insegniamo anzitutto agli autori il disprezzo del pubblico e specialmente il disprezzo del pubblico delle prime rappresentazioni, del quale possiamo sintetizzare così la psicologia: rivalità di cappelli e di toilette femminili – vanità del posto pagato caro, che si trasforma in orgoglio intellettuale – palchi e platea occupati da uomini maturi e ricchi, dal cervello naturalmente sprezzante e dalla digestione laboriosissima, che rende impossibile qualsiasi sforzo della mente.
Ma il pubblico non è un fattore determinante per stabilire la bontà o meno di un’opera d’arte? No. Il pubblico, variando da mese a mese, da città a città e da quartiere a quartiere, soggetto agli avvenimenti politici e sociali, ai capricci della moda, ai rovesci della pioggia, all’eccesso del caldo o del freddo, all’ultimo articolo letto nel pomeriggio, non avendo disgraziatamente oggi altro [...]
segue su Rolling Stone : Cattelan Vs. Marinetti.
