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I “ritratti morali” di John Currin

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Le opere di John Currin (Colorado 1962) vanno osservate attentamente, ad un primo superficiale sguardo ricordano i quadri Rinascimentali e del primo Manierismo (vedi anche Parmigianino), ad un secondo e più attento sguardo, l’osservatore si rende conto che l’artista americano ha realizzato le sue opere con una concezione della “bellezza” e della moralità tipicamente moderna.
Prende in prestito il formato e le tematiche borghesi per tracciare un bizzarro ed a tratti veritiero ritratto della nostra società.
Currin dipinge ad olio con una tecnica classica  minuziosa e precisa, raffigura  banali scene di vita quotidiana, nudi classici e pornografici, tutti esagerati, dalle proporzioni fisiche grottescamente fuori misura, le donne o sono magrissime o decisamente formose, i personaggi ridotti a caricature, ad archetipi i cui modelli originali sembrano lontanissimi.
Con queste immagini Cullin fa la parodia alla civiltà contemporanea, che si basa sui falsi valori, ricchezza, beltà artificiale, apparenza, creando così una tensione che lo spettatore è invitato a rompere ridendo di quello che vede. Una risata ci seppellirà!

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1 Commento

  1. complimenti per il blog, l’ho aggiunto ai preferiti ;-)

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