L’arte della pubblicità. Il manifesto italiano e le avanguardie. 1920-1940
“È necessario oggi, in una civiltà che sta diventando di massa, che l’artista scenda dal suo piedistallo e si degni di progettare l’insegna del macellaio (se la sa fare)”. L’artista milanese Bruno Munari sintetizza così l’evoluzione del rapporto tra arte e pubblicità, nato allo scorcio dell’Ottocento e sottoposto a mutamenti radicali nel periodo tra le due guerre mondiali. Sono anni di grandi cambiamenti politici, di sviluppo industriale, di conquiste ed entusiasmi per la modernità. Nascono nuovi miti, nuove esigenze legate all’informazione di massa, alla propaganda, alla espansione dei mercati. Le opere presenti in mostra illustrano l’evoluzione dell’arte della pubblicità attraverso manifesti, bozzetti, libri delle avanguardie artistiche tra il 1920 ed il 1940. Un percorso che, dalle raffinatezze grafiche degli inizi del Novecento e dal nitido segno e gli accesi cromatismi del Futurismo, approda ai modi dell’espressionismo e ai rigori del razionalismo.
Dal 26 febbraio al 24 maggio 2009, presso il Casino dei Principi a Roma, va in scena espositiva il trionfo della pubblicità novecentesca. La mostra raccoglie più di un centinaio di manifesti pubblicitari che, tra il 1920 e il 1940, divennero uno tra i più stimolanti campi di ricerca e di sperimentazione, non solo dell’innovativa ricerca grafica italiana, ma anche dei più grandi artisti del Novecento, da Adolfo Wildt a Duilio Cambellotti, dai futuristi Balla, Depero e Prampolini a Mario Sironi e a Lucio Fontana.
info: www.museivillatorlonia.it







