Il caos artistico di Michael Bevilacqua
Nelle opere di Michael Bevilacqua si può trovare veramente di tutto, citazioni sulla musica, televisione, cinema, e non ultimi riferimenti alla storia dell’arte, in un dedalo che parte dagli espressionisti astratti alla pop-art.
Le fonti d’ispirazione sono le più varie: “I figli, un viaggio, un pezzo di carta mosso dal vento, un ricordo d’infanzia” commenta l’artista.
I suoi primi lavori si fanno notare per la loro aria da fumetto influenzato da moda e musica, prendendo di mira gli eccessi del consumismo americano.
L’artista sceglie un motivo e lo sviluppa modificandolo, creando così una nuova prospettiva di lettura, la mela avvelenata di Biancaneve intagliata come una zucca di Halloween diventa tela dopo tela il volto terribile di Fantomas. Il verde è il punto di partenza delle sue ultime opere, Joker ridanciano, l’assenzio, le scritte, tutte dipinte con le varie sfumature di questo colore in un gioco perverso di richiami, classico e moderno, mescolato, rielaborato e dato in pasto agli osservatori che non possono far altro che accettare “la mela avvelenata” donata dall’autore.
Corrosion of Conformity è il titolo della personale milanese di Michael Bevilacqua, fino al 7 marzo alla galleria The Flat, presenti una 15 di opere tra tele e disegni.



