Una mostra di rottura o una rottura di mostra?
Sabato pomeriggio in città, mi ritrovo davanti a questi due enormi conigli arancioni, mi avvicino, tocco e sento che sono di plastica…leggo le informazioni riguardanti l’installazione.L’opera è creata dal gruppo Cracking Art, movimento artistico nato nel 1993, composto da Renzo Nucara, Carlo Rizzetti, Marco Veronese, Alex Angi, Kicco, William Sweetlove.
Il termine Cracking deriva dal verbo di lingua inglese to crack, traducibile con schioccare, spaccarsi, cedere.
Il movimento indica sia le intenzioni di proporsi come innovazione e rottura all’interno della storia dell’arte, sia il divario di fondo tra la materia naturale e quella artificiale, tra il materiale organico e quello sintetico.
La scelta dei materiali non è casuale, l’utilizzo della plastica riciclata esprime chiaramente un’impegno a livello ambientale e sociale.
Bene, mi sembra interessante, eppure la sensazione iniziale di “finzione” non mi abbandona, sinceramente il primo impatto non è stato positivo, mi da l’idea di qualcosa di forzato, di artificioso, creato appositamente solo per far parlare, ma non del delicato problema ambientale! Perchè oggi è di moda apparire e basta.
Mi sarebbe piaciuto trovare qualcosa “dietro” alle tante parole che descrivono il movimento artistico, le loro opere, il loro messaggio, rimane tutto molto vacuo, superficiale o forse è questo quello che vogliono?
La mostra sarà visibile fino al 28 febbraio alla Galleria “AlQuindici” di Piacenza

innovazione e rottura all’interno della storia dell’arte…????
ma l’hanno mai studiata questi la storia dell’arte?
LA LORO è POP-ART malfatta!!!
CHE RITORNINO ALL’UFFICIO CONTABILITà dove lavoravano…
forse anche tu dovresti rileggere la storia dell’arte contemporanea e informarti sul loro percorso artistico
visto che a comporre il gruppo c’è anche un professore di arte contemporanea…