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Writers alla forca, ladri d’arte condonati!

Il nostro governo in questi giorni sta dando il meglio di sè, non solo per quanto riguarda l’istruzione.
Al consiglio dei ministri di oggi verrà discusso il provvedimento che istituisce ”il reato penale per gli imbrattatori dei muri’‘mettendo sullo stesso piano “artisti” e vandali che insozzano con scritte incomprensibili muri, palazzi, statue etc.
Da fonte Agi si legge: Piu’ poteri in deroga ai comuni per la videosorveglianza e la possibilita’ talora di procedere anche d’ufficio contro chi imbratta e sporca muri di case e palazzi, pubblici e privati, con l’ipotesi di introdurre sanzioni piu’ pesanti di quanto non preveda attualmente il codice penale. E’ questa, secondo quanto apprende l’Agi, la linea su cui penserebbe di muoversi il Governo . Viene estesa ai comuni – questa l’ipotesi messa sul tappeto – previo disco verde delle amministrazioni competenti sulla sicurezza pubblica, sulla difesa e sulla giustizia, la possibilita’ di dotarsi di moderni sistemi di videosorveglianza per tutelare, non solo gli edifici pubblici o quelli sotto tutela dei beni culturali, ma anche gli edifici privati che continuano ad essere ripetutamente presi d’assalto.
Si incide poi ulteriormente sull’articolo 639 del codice penale (che attualmente prevede anche la reclusione fino a un anno se il deturpamento riguarda beni di interesse storico e artistico) graduando le multe con un massimo fissato a 30 mila euro. Non e’ escluso che in alternativa alla multa il giudice possa disporre per il ‘colpevole’ un’altra pena: la permanenza domiciliare o il lavoro di pubblica utilita’ nell’ambito degli interventi di ripristino dei palazzi danneggiati, predisposti dal comune o da enti di assistenza sociale.

Quindi writers trattati come dei criminali ma i ladri d’arte forse verrano condonati, la notizia è passata un pò in sordina e se fosse vera fa rabbrividire!
Dal sito lanuovaecologia.it :“Fermate l’emendamento salva tombaroli”. Arriva dalla Uil beni culturali l’allarme – che finisce per creare un piccolo giallo – per due emendamenti alla finanziaria, a firma della parlamentare Pdl Gabriella Carlucci, per la “riemersione di beni culturali in possesso ai privati”, in cui si stabiliscono regole per un censimento del sommerso e si depenalizza il possesso di oggetti dell’archeologia o della paleontologia o della numismatica in cambio di un versamento al ministero dei Beni culturali. Interpellata, la parlamentare smentisce, sottolinea che “Non vi è nulla di più lontano” dal suo sentire e dai suoi valori “del difendere e tutelare ladri, truffatori, profanatori del patrimonio culturale ed artistico del nostro Paese” e precisa che “é il governo” che sta lavorando al provvedimento “ma non c’é nessun emendamento”.
Il sindacato però produce i documenti. I testi dei due emendamenti, contrassegnati dai numeri 2076 e 2077 erano negli uffici della Camera dei Deputati, precisa per la Uil Beni culturali il segretario Gianfranco Cerasoli. Hanno lo stesso titolo, (entrambi articolo 2 bis da aggiungere all’articolo 2 della legge finanziaria: “Riemersione di beni culturali in possesso di privati”) anche se il primo è articolato in 13 punti, il secondo solo in 9. In calce a tutti e due si legge la firma autografa di Gabriella Carlucci. Al punto 4 del 2076 si dice che la comunicazione di possesso inviata alla soprintendenza e il pagamento “del relativo contributo, comporterà la depenalizzazione dei reati connessi (furto, ricettazione, incauto acquisto) a favore del richiedente”. Al punto 5 si dice che la comunicazione di possesso “fatti salvi i diritti terzi (oggetti per i quali esiste una denuncia di furto da parte di Privati o Enti) comporterà la legale proprietà “.
Nel documento 2077 invece, al punto 7, si precisa che le spese di catalogazione “sono graduate in relazione al numero dei beni oggetto di comunicazione, da un minimo di 300 euro ad un massimo di 10 mila euro”. Il ministro Bondi non si esprime.
E negativo è anche il parere del presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali Salvatore Settis: si tratta, sottolinea, di “un provvedimento fotocopia di quello presentato nel 2004 da alcuni deputati, tra i quali l’onorevole Gabriella Carlucci e l’onorevole Gianfranco Conte, e che fu allora ritirato dal governo su proposta del ministro dei beni culturali Giuliano Urbani. Spero che venga ritirato anche questa volta”.
Tant’è: forse gli emendamenti sono già stati ritirati, avverte la Uil, che invita però a non abbassare la guardia per far sì che “l’operazione non venga ripresentata attraverso sub emendamenti durante la discussione in aula della finanziaria”. Intanto il 5 novembre l’argomento potrebbe essere all’ordine del giorno del Consiglio Superiore dei Beni Culturali.

Due pesi due misure…

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