Mario Schifano America anemica
Si inaugura oggi 3 maggio a Palazzo Pigorini Parma, la mostra dedicata al viaggio americano di Mario Schifano nel 1970,
che comprende 14 grandi dipinti realizzati dal 1962 al 1967, cento polaroid e oltre 200 fotografie.
Ritenuto da molti l’esponente di spicco della pop art italiana (sebbene lo stesso Schifano preferiva non essere inquadrato in alcuna corrente artistica), venne considerato l’erede di Andy Warhol.
Insieme ai “pittori maledetti” (Angeli, Festa ecc.) rappresentò un punto fondamentale dell’arte contemporanea italiana ed europea; restano memorabili le sue esibizioni tra centinaia di allievi e appassionati con la creazione di dipinti di enormi dimensioni realizzati con smalti e acrilici.Moltissimi dei suoi lavori, i cosiddetti “monocromi”, presentano solamente uno o due colori, applicati su carta da imballaggio incollata su tela; l’influenza di Jasper Johns si manifestava nell’impiego di numeri o lettere isolate dell’alfabeto, ma nel modo di dipingere di Schifano possono essere rintracciate analogie con il lavoro di Robert Rauschenberg. In un quadro del 1960 si legge la parola “no” dipinta con sgocciolature di colore in grandi lettere maiuscole, come in un graffito murale.
Ancora oggi le opere realizzate negli anni sessanta restano di incredibile attualità. Tra le più importanti, vanno ricordate le serie dedicate ai marchi pubblicitari (Coca-Cola ed Esso in primis), ai fiori (omaggi a Andy Warhol) e alla natura in genere (tra le serie più famose troviamo i “Paesaggi anemici”, le “Vedute interrotte”, “L’albero della vita”, “estinti” e i “Campi di grano”.
Appassionato studioso di nuove tecniche pittoriche, fu i primi ad usare il computer per creare opere, e riuscì ad elaborare immagini dal computer e riportarle su tele emulsionate (le “tele computerizzate”). La prolificità dell’autore, e l’apparente semplicità delle sue opere, ha portato alla creazione di un numero impressionante di falsi che hanno inondato i mercati, soprattutto dopo la sua scomparsa.
Vicino alla cultura pop e all’ambiente musicale beat, sulla falsariga di Andy Warhol che aveva scoperto e prodotto i Velvet Underground, collaborò con un complesso, Le Stelle di Mario Schifano, che incise un album alla fine del 1967, con una copertina disegnata da lui stesso; inoltre disegnò copertine per altri gruppi italiani, come l’Equipe 84. Nel 1971 realizza un film documentario dal titolo “Umano non umano”, il quale vanta la presenza di diverse figure di spicco tra cui Adriano Aprà, Carmelo Bene, Mick Jagger, Alberto Moravia, Sandro Penna, Rada Rassimov, Keith Richards.
fonte : www.wikipedia.it

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