Andy Warhol alla Fondazione Magnani-Rocca
Comprare è molto più americano di pensare e io sono molto americano.
Quasi 140 opere realizzate da Andy Warhol , incorniciano le sale della fondazione Magnani-Rocca, e fanno rivivere l’atmosfera che si era creata attorno al grande artista americano.Fondatore della Factory, luogo in cui giovani artisti newyorkesi potevano trovare uno spazio collettivo per creare: qui sono nati o passati per un breve periodo altri famosi artisti come Basquiat,Clemente, Haring. La sua arte, che portava gli scaffali di un supermercato all’interno di un museo o di una mostra d’arte, era una provocazione non troppo velata, l’arte doveva essere consumata come un qualsiasi altro prodotto commerciale.Così appare nella mostra in questione, con immagini che colpiscono l’immaginario collettivo come il barattolo della Campell’ s soup, il volto di Marilyn Monroe, Mao , Mick Jagger, ed una serie di ritratti dedicati ai travestiti di colore, per finire con The Last Supper elaborazione dell’ Ultima cena di Leonardo, realizzata dall’artista prima di morire.Warhol era dotato di una creatività inesauribile, spaziando dal cinema all’editoria e passando per la musica, tutto questo è visibile nella rassegna.E’ stata una giornata, quella di ieri, all’insegna dell’arte a 360 gradi, la rassegna è notevole e degna di nota, ben organizzata all’interno di una villa che lascia a bocca aperta per tutta la durata della visita, chiunque fosse nei paraggi dovrebbe visitarla per godersi un bel pomeriggio. Un consiglio, è meglio andare a vedere la mostra verso le due del pomeriggio, dopo, c’è il rischio di fare una coda infinita per entrare, come quella lunghissima che ho visto all’uscita dalla villa. Buona visita a tutti!
info: www.magnanirocca.it
