Evviva la china e la matita!

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Fausto Gilberti nasce a Brescia nel 1970, vive a lavora a Villa Carcina.
La figura umana è sempre stata il soggetto principale su cui ha incentrato la sua ricerca artistica, i personaggi rappresentati nelle sue tele e sulla carta non sono soggetti definiti, non sono caratterizzati, se non minimamente. Protagonista del suo mondo in bianco e nero è una figura stilizzata : gambe da insetto, braccia come rami secchi, naso da zanzara e occhi alla Bart Simpson.
E’ la sintesi estrema dell’uomo comune, spiega l’artista, se lo rimpicciolisco diventa un bambino, se gli metto un vestito triangolare diventa una donna”.
I suoi disegni sono realizzati a matita, china e acrilici, tutti su fondo rigorosamente bianco.
Le sue passioni trapelano nei suoi disegni: la musica (death metal scandinavo), il cinema (David Linch), la letteratura (Buzzati e Raymond Carver) e naturalmente la storia dell’arte.
L’artista ha posto al centro delle sue figure il sordo e violento conformismo della nostra società, la denuncia di un malessere senza facili soluzioni.

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“Il più grande ostacolo alla comprensione di un’opera d’arte è quello di voler capire” Bruno Munari