I 7 vizi capitali nell’arte
Superbia, avarizia, lussuria, ira, gola, invidia, accidia.
Perchè non metterli in immagini? Con un pò di fantasia e seguendo le rappresentazioni di grandi pittori del passato.
Alcuni quadri espletano fedelmente il significato del vizio, mentre altri sono una mia sensazione, quello che mi hanno ispirato studiandoli.
I vizi capitali venivano definiti da Aristotele “gli abiti del male”, io ho immaginato così questi “abiti”:
Superbia
Quale figura più superba si poteva scegliere? La definizione di superbia è adatta al protagonista, ovvero colui che si erge in netta superiorità rispetto agli altri, facendo pesare la propria situazione di rilievo.
Avarizia
l’avaro non vuole pentirsi dei suoi peccati e il diavolo, come ultima tentazione, gli propone una sacca piena di soldi. La morte è dietro la tenda e l’angelo cerca di far capire all’avaro che deve rivolgersi a Cristo e non al sacco pieno di soldi. Intanto ai piedi del letto un vecchio ladro gli ruba i suoi averi e questo per far intendere che lassù non si può portare nulla di quello che si ha qui sulla Terra.
Lussuria
E’ un quadro decisamente elaborato, il vero significato dell’opera non è ancora chiaro in realtà, ma non si può non definire lussurioso, sotto certi aspetti, come la posa lasciva di Venere.
Ira

Giudizio Universale -particolare Cristo giudicante- di Michelangelo Buonarroti
A molti sembrerà una scelta molto particolare, ma la figura del Cristo in questo affresco è furibonda, lo sguardo torvo ed il corpo in movimento danno l’idea di un Gesù molto irato.
Gola

Bacco di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio
Chi si abbandona ed eccede nei piaceri della tavola, così viene definita la gola e così immagino chi è vizioso, mollemente adagiato e mentre pasteggia offre agli spettatori del buon vino.
Invidia

La Calunnia di Botticelli
La scena si legge da destra di chi guarda: sul trono, re Mida affiancato da due figure femminili (Sospetto e Ignoranza); in piedi, davanti al re, vestito di stracci, il Livore stringe il polso della Calunnia che trascina, del tutto indifferente, la propria vittima; Invidia e Frode le ornano i capelli. Alla loro sinistra, una vecchia, simbolo della Penitenza, rivolta verso la Verità, che è nuda.
Accidia

Melencholia di Albrecht Durer
La più famosa rappresentazione artistica dell’accidia (ho sempre avuto dei problemi nel definire questo vizio) il cui significato più ampio è pigrizia, ozio, poca voglia di fare, ma che in origine indicava l’apatia, il disinteresse verso gli altri e verso la vita.



complimenti per questa ricerca… mi risulta utilissima per la tesina d’esame che sto compilando…. grazie!
Sn daccordo con maria è stato molto utile grz tnt