101 + 1 cose da fare a Roma almeno una volta nella vita
Del libro “101 cose da fare a Roma almeno una volta nella vita” vi avevo già parlato in un precedente articolo.
Ma forse fra le 101 cose elencate ne manca una…
S. Pietro, chi non ha mai visto il Baldacchino dell’Altare della confessione opera di Gian Lorenzo Bernini?
Nel 1624 papa Urbano VIII, della famiglia Barberini, affidò a Bernini l’incarico di occupare l’immenso spazio spazio vuoto sotto la cupola.
L’artista impiegò ben nove anni per progettare e realizzare l’opera che fu inaugurata il 23 giugno 1633.
Per sostenere il Baldacchino, il Bernini realizzò 4 colonne tortili poggiate su enormi piedistalli di marmo bianco; su ognuna delle due facce esterne di ogni piedistallo scolpì lo stemma dei Barberini: le tre api.
Ogni stemma porta al sommo, in cima, un minuscolo volto delicatamente scolpito. Sette di questi rappresentano un viso di donna dall’intensa espressione di dolore, espressione che muta di stemma in stemma. E’ la donna nel momento doloroso e meraviglioso del parto, la prova è nell’ottavo stemma, dove appare il viso paffuto e sorridente di un bambino.
Un’altro particolare interessante da notare è che, osservando da vicino gli otto stemmi barberiniani, in una posizione tangenziale ad essi, si nota come lo stemma somigli al tronco femminile, con la parte superiore che rappresenta il torace e quella inferiore l’addome, inoltre ci si accorge come l’addome cambi di forma e di curvatura a seconda delle diverse fasi del parto.
Per comprendere la rappresentazione scultorea delle fasi del parto, la lettura deve partire dal primo piedistallo, anteriormente e a sinistra di chi entra all’interno della Basilica, e procedere intorno al Baldacchino da sinistra a destra.
Il perchè di questa particolare rappresentazione non si saprà mai, si fa però riferimento a tre ipotesi:
La Prima: una principessa di casa Barberini, nipote di Urbano VIII, in gravidanza aveva fatto voto di donare i piedistalli, nel caso avesse partorito felicemente un bambino, esaudito il voto l’artista eternò sul marmo il lieto evento.
La seconda: Bernini nutriva, corrisposto, una forte passione per una nipote di Urbano VIII, la chiese in sposa ma il papa si oppose. La giovane seguì i propri sentimenti piuttosto che l’ordine dello zio di lasciare l’artista, da questa passione nacque un figlio. Bernini volle recare un affronto alla famiglia Barberini e rappresentò all’insaputa dello stesso papa, il parto della nobile donna.
La Terza: la progettazione e la realizzazione dell’opera durò nove anni (si può fare una similitudine con i nove mesi di gestazione) forse Bernini ha voluto comunicarci il “travaglio” e la fatica che aveva portato alla “nascita” dell’opera.


