In nome dell’arte

In nome dell’arte alcune volte si fanno delle cose che sono decisamente deprecabili. Questa mattina il personaggio che tempo fa colorò di rosso la Fontana di Trevi,ha deciso di far rotolare lungola scalinata di Trinità dei Monti 500 mila palline di plastica colorate, l’ha definita :” Un’operazione artistica che documenta con l’arte il problema in Italia “. Allora, provocare in arte è sempre stato un elemento fondamentale per la libertà dell’artista ma anche per dare dei messaggi riguardanti politica, cultura ed etica. Insomma la provocazione viene utilizzata per scuotere l’opinione pubblica, gli Impressionisti erano dei provocatori (non tutti ovvio), i Futuristi lo sono stati per un periodo, e arrivando ai giorni nostri Banksy fa della provocazione il suo cavallo di battaglia, ma non il personaggio che continua a farsi pubblicità con azioni a dir poco miserevoli ed in nome dell’arte poi! Per due volte gli è andata bene, ho paura per la terza spero non faccia nessuna stupidaggine o ci ritroveremo con qualche monumento sfigurato a Roma o in qualche altra città. Vuol dire che ringrazieremo il nostro ministro per i Beni Culturali!