La Mostra!!!! Pop-Art 1956-1968

Mi ero ripromessa di visitare questa mostra non appena ne avessi avuta la possibilità, e questa puntualmente si è presentata, una limpida giornata di fine dicembre a Roma, il freddo che si fa sentire, ma non infastidisce anzi mi ritrovo a notare la differenza con il freddo piacentino, e sinceramente preferisco l’arietta fresca romana. Il “viaggio” per arrivare alle Scuderie del Quirinale è una preparazione a quello che dovrò vedere, dal paesaggio assurdo e abbandonato della periferia al caos colorato e urlante del centro pieno di turisti, macchine e odori non sempre piacevoli. Eccolo finalmente! Vedo il Quirinale e le Scuderie annesse, sono pronta entro. Biglietto, passaggio sotto il metal detector (cavolo per un attimo ho pensato; ma devo vedere Napolitano?) dopo aver affrontato la scalinata mi ritrovo subito nell’anti sala con un enorme stendardo di Roy Lichtenstein, una bella pistola puntata contro l’osservatore, e qui comincio a pensare che forse faccio ancora in tempo a uscire, se questa è la premessa, iniziamo bene anche perché mi giro e vedo un’installazione neon del francese Martial Raysse che mi fa pensare più alle luminarie natalizie che ad un’opera d’arte!Però non posso scoraggiarmi così diamine! La Pop-art è questo colori accesi, immagini forti, senso dell’umorismo, rapporto diretto con la realtà e senza filtri intellettuali. Dopo il primo approccio non troppo positivo, mi libero la mente da tutti i pensieri “accademici” riguardanti l’arte ed entro: Wow! La prima sala è l’introduzione alla mostra: sono presenti i grandi precursori della Pop-Art come Andy Warhol, Richard Hamilton,Ray Johnson. Ed è qui che è iniziata la festa, il carnevale dell’arte, la magia, dieci sale che ti fanno girare la testa, ti divertono, ti fanno pensare,ti fanno ridere, uno spettacolo unico! Ho visto Elvis Presley trasformato in un’icona, Virna Lisi seduta sopra un hamburger, loghi famosi trasformati in quadri che vorrei avere!sigari, elettrodomestici, ho visto Adamo gigante, ho visto Marilyn Monroe allegra, colorata(e penso di averle sorriso!)ed ho adorato i quadri (fumetti) di Lichtenstein . Che vertigine, che meraviglia, mi sono ubriacata d’arte e mi sono divertita, una mostra decisamente da vedere e da godere a pieno, e poi è troppo bello vedere i bambini che si divertono a vedere le opere d’arte. Fine, con un po’ di tristezza abbandono l’ultima sala, è tardi devo affrontare il “viaggio” per tornare in periferia, e mentre imbocco le scale per uscire dalle Scuderie rimango senza fiato, davanti ai miei occhi un panorama da cartolina, Roma vista dal colle del Quirinale è qualcosa di magico come la mostra che ho appena visto.